Sono sempre di più le persone che, piano piano, scoprono il valore delle sementi antiche e riproducibili e si appassionano allo scambio.
Questi piccoli semi infatti, a dispetto delle loro dimensioni, hanno un grande potere: quello di ristabilire un legame profondo e personale tra uomo e natura, promuovono l’autosufficienza alimentare e la biodiversità.
Non stiamo parlando di una moda di paesi lontani ma di un movimento più vicino e concreto di quanto possiamo immaginare. Anche tra i soci di Alveare infatti c’è chi fa parte del gruppo “Le Spontanee” e, proprio da loro, ci arriva un’interessante invito. Di seguito tutti i dettagli.
Semi in pugno | domenica 23 febbraio – Area Fenderl Vittorio Veneto
I lavori partono alle 10.00 con diversi tavoli di approfondimento in piccoli gruppi e si concludono alle 18.00.
Durante la mattina ci saranno 3 tavoli di discussione in cui si parlerà di:
- nuovi OGM/TEA
- relazioni tra produttori e consumAttori e qui Alveare sarà parte attiva nel portare la sua testimonianza
- resistenze agricole e metodi di coltivazione
Le discussioni verranno poi condivise nell’assemblea plenaria che si terrà nel pomeriggio.
Durante la mattinata ci saranno anche dei laboratori, sia per adulti che per bambini, per imparare a conservare e riprodurre i semi.
Ci sarà anche la mostra scambio e donazione di sementi antiche. Anche Alveare sarà presente con uno stand.
L’appuntamento è a cura del gruppo “Le Spontanee”, in collaborazione con Alveare – Emporio di Comunità, ANPI – sezione di Vittorio Veneto, Associazione Al Portego, Associazione Pamauro – Pamali Festival, Coltivare Condividendo, Comunità Vicentina per l’Agroecologia, Erbe Matte Genuino Clandestino – Treviso, Fuorimercato, Scienza Radicata, UBìC – Riserva e Unisco.

OMG: cibo o veleno? | lunedì 17 febbraio – Pieve di Soligo
Aspettando questa giornata segnaliamo anche l’evento OMG: cibo o veleno? che si terrà lunedì 17 febbraio alle 20.30 a Pieve di Soligo.
La serata è organizzata dal Gruppo Sciame di Pieve di Soligo. Si parlerà di OMG, quello che possono comportare sia sulla salute che sull’autodeterminazione alimentare e riproducibilità dei semi.

Perché sono importanti i semi antichi e riproducibili
Ma perché è così importante proteggere e riscoprire i semi antichi?
Negli ultimi decenni l’economia dell’alimentazione è andata verso la produzione di massa, un cambiamento che è andato di pari passo con quello dell’industrializzazione e l’urbanizzazione delle nostre vite.
In un mondo in cui tutto è diventato progressivamente più veloce, l’essere umano si è allontanato dalla natura con la presunzione di poter dettare i tempi della vita in autonomia. I tempi della natura hanno iniziato a stare stretti a chi voleva tutto e subito, quindi ha preso piede la produzione in quantità, massiva e globalizzata.
Ad un certo punto nessuno ha più avuto tempo e spazio per coltivare un orto, ed è sembrato molto più comodo trovare tutto già pronto sugli scaffali dei supermercati.
Oggi però ci stiamo rendendo conto del prezzo che ha avuto di questa scelta: abbiamo colture poco nutrienti (se non addirittura nocive), terra sfruttata all’osso e inquinata, e le sementi sono in mano a pochi grandi industrie.
Questo provoca problemi alla salute, perché mangiamo cose che non ci fanno bene, ma anche al tessuto sociale perché, soprattutto per le popolazioni più povere, non è semplice avere accesso al cibo. Eppure sarebbe così semplice: se tutti avessero un pugno di semi, adatti al proprio ambiente, e uno spazio per piantarli, la vita sarebbe un pochino più semplice per tantissime persone in condizioni di estrema povertà.
Quindi riscoprire, proteggere e riappropriarsi dei semi antichi è importante sotto molti punti di vista:
- Biodiversità: queste sementi rappresentano un tesoro di biodiversità, adattate a specifici ambienti e resistenti a malattie e parassiti. La loro conservazione è fondamentale per la resilienza dei sistemi alimentari.
- Saperi tradizionali: la coltivazione di queste varietà è legata a conoscenze tradizionali, tramandate di generazione in generazione, che ci connettono alle nostre radici culturali.
- Sovranità alimentare: promuovendo la produzione di cibo locale e stagionale, si riduce la dipendenza dalle multinazionali e si sostiene l’economia locale.
- Qualità nutrizionale: molte varietà antiche sono più ricche di nutrienti rispetto alle varietà moderne, offrendo benefici per la salute.
- Resilienza: in un contesto di cambiamenti climatici, le varietà antiche possono essere più adatte a far fronte a condizioni ambientali estreme.
Proteggere i semi antichi significa custodire un patrimonio inestimabile, un tesoro da condividere con le generazioni future.
Uniamo le nostre forze, scambiamoci conoscenze e sementi, e creiamo una rete di comunità resilienti, capaci di nutrirsi e prendersi cura della terra, come Alveare Emporio di Comunit.
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