Settembre: back to… sapori autentici

Settembre, mese di nuovi inizi e buoni propositi. È il classico “back to…” che ci riporta sui banchi di scuola, in ufficio o alle nostre consuete routine. Ma perché fermarsi qui? Perché non fare un “back to…” che ci faccia davvero bene, alla salute, all’ambiente e all’umore?

Abbiamo anche l’autunno alle porte, una stagione nella quale la natura ci regala un’esplosione di colori e sapori. Frutta e verdura di stagione, ricche di proprietà nutritive, ci invitano a riscoprire il piacere di una cucina genuina e sana. Ma spesso ci troviamo di fronte a prodotti standardizzati, coltivati in serra e privi di quel sapore autentico che solo la terra sa dare.

Dalla grande distribuzione alle food coop

Per ritrovare il gusto autentico degli alimenti, possiamo rivolgerci a realtà alternative come le food coop. Queste cooperative, sempre più diffuse, si impegnano a valorizzare i prodotti rispettosi della filiera, della terra e dei lavoratori. Un rispetto che si traduce in qualità e bontà dei prodotti.

Alveare – Emporio di comunità ne è un esempio. Passa a trovarci per saperne di più e (ri)scoprire i sapori autentici.

Il pomodoro: un esempio di sapore autentico

Chi ha assaggiato un pomodoro maturo, appena raccolto dall’orto, sa bene quanto sia diverso sia il suo sapore rispetto a quelli che troviamo sugli scaffali dei supermercati. Il pomodoro dell’orto (e quelli acquistati da Alveare) ha il sapore del sole, quello del supermercato non sa di nulla in confronto.

Perché scegliere i sapori autentici?

  • Salute: consumando prodotti freschi e di stagione, ricchi di vitamine e minerali, facciamo il pieno di energia e rafforziamo il nostro sistema immunitario.
  • Benessere: una dieta varia e bilanciata, basata su alimenti naturali, contribuisce a migliorare il nostro umore e a ridurre il rischio di molte malattie.
  • Sostenibilità: scegliendo prodotti “buoni”, riduciamo l’impatto ambientale legato al trasporto e allo spreco alimentare.
  • Qualità: i prodotti delle food coop sono spesso di qualità superiore, coltivati con metodi rispettosi e senza l’uso di sostanze nocive.
  • Solidarietà: sostenendo le food coop, contribuiamo a creare un sistema alimentare più equo e sostenibile, che valorizza il lavoro dei produttori etici.

Ritrovare il gusto autentico degli alimenti è un modo per riconnetterci con la natura, con le nostre origini e con il piacere di mangiare sano e gustoso. Le food coop rappresentano un’opportunità per tutti noi di fare una scelta consapevole e di contribuire a costruire un futuro più sostenibile.

Perché la frutta e la verdura della GDO non ha sapore?

Abbiamo capito che possiamo recuperare i sapori autentici e come farlo. Ma resta comunque un dubbio: perché la frutta e la verdura della grande distribuzione non ha sapore?

Secondo un articolo pubblicato dalla rivista Focus, la colpa è della produzione intensiva.

Per avere grosse produzioni il terreno viene sfruttato senza lasciargli il tempo di rigenerare nuove sostanze nutritive tra una coltura e l’altra. L’uso di fertilizzanti volto alla prodizione di quantità arricchisce il terreno di azoto, una sostanza utilissima alla crescita della pianta. Ma non basta. Per sviluppare proprietà nutrizionali e sapore, la pianta deve avere a disposizione anche altre sostanze come il potassio e il calcio ad esempio.

I fertilizzanti utilizzati nelle colture, i lunghi viaggi per il trasporto dei prodotti, la ricerca dell’estetica impattano negativamente sul sapore.

Torniamo al nostro pomodoro. Lui (come anche le mele e le banane), vengono spesso raccolti ancora verdi, perché sono frutti che continuano la maturazione anche una volta tolti dalla pianta. Certo che, maturare al sole o maturare dentro a un magazzino o ad un camion, fa tutta la differenza del mondo.

Riprendo direttamente dall’articolo di Focus la “spiegazione scientifica”:

Maturi non significa per forza buoni.
La discriminante sta nella produzione di etilene, un gas responsabile della degradazione della clorofilla che garantisce una buccia più colorita e una polpa morbida. Ma se l’alimento non è riuscito ad accumulare amido a sufficienza da essere poi trasformato in zuccheri prima di essere stato raccolto, la componente aromatica ne risentirà nonostante l’aspetto invitante.

Inoltre, per preservare la qualità dei prodotti,  frutta e verdura deve per forza essere conservata al freddo.  Ma il freddo compromette l’azione di enzimi il cui lavoro è fondamentale non solo per l’aroma, ma anche sui nutrienti, le vitamine e i sali minerali.

Il consumo di frutta e verdura fuori stagione è un altro killer dei sapori. E in questo caso il consumatore ha un ruolo fondamentale nel controllo della domanda (smettiamola di mangiare fragole e pomodori a Natale!).

Per rendere disponibili gli ortaggi anche fuori stagione, vengono fatte ibridazioni che favoriscono la resistenza, penalizzando il gusto e le proprietà nutritive. Oppure si ricorre a serre riscaldate, microclimi artificiali dove la frutta e la verdura cresce praticamente senza sole.

L’assenza di sapore in sé non è sempre sinonimo di carenza di nutrienti. Certo è che, con l’avvento dell’agricoltura intensiva, assieme ai sapori stanno diminuendo anche i nutrienti. Sempre l’articolo di Focus riporta uno studio statunitense secondo cui, in circa 50 anni, è stata registrata una riduzione media del 40% di 13 sostanze nutritive, su 43 specie diverse di ortaggi.

In prodotti come fagiolini, broccoli, asparagi o fragole il livello di proteine, calcio, ferro e vitamine si era drasticamente abbassato: oggi sarebbero necessarie otto arance per eguagliare la quantità di vitamina A che i nostri nonni riuscivano ad assimilare grazie a una sola.

Fate che questo settembre sia davvero una rinascita autentica, di benessere e gusto!

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