Le abitudini cambiano, seguendo i tempi. Cambiano tutte, anche quelle che entrano nella nostra quotidianità, plasmandola, quelle che diventano talmente parte della nostra vita che sembra non possano cambiare mai. Invece… invece cambiano, eccome! La spesa è una di queste!
Fino a qualche tempo fa sembrava che l’evoluzione della spesa sarebbe stata online.
Sembrava che (complice la pandemia) nessuno sarebbe più andato al supermercato, che avremmo fatto tutto da casa, con consegna a domicilio, scegliendo prodotti da cataloghi online, oppure acquistando tramite liste precompilate da algoritmi che incrociano dati sui nostri ultimi acquisti, le nostre preferenze e le mode del periodo.
Ma, sebbene questa modalità di spesa esista, non è diventata né l’unica né la più diffusa. Anzi.
Negli ultimi anni si sta diffondendo un approccio alla spesa diametralmente opposto a quella online, una modalità dove chi compra vuole avere un ruolo più attivo in tutto il processo di acquisto.
Stiamo parlando delle FoodCoop: Cooperative Alimentari che rappresentano un modello di economia partecipativa che si distingue per un approccio sostenibile e consapevole nell’acquisto di prodotti alimentari e beni di prima necessità.
Non si tratta di esperimenti isolati, ma di un vero e proprio movimento che affonda le sue radici negli anni ’70 e che ha ispirato lo sviluppo di supermercati partecipativi e autogestiti in tutto il mondo.
Anche in Italia le FoodCoop (che qui si chiamano Supermercati cooperativi o Empori di comunità) stanno conquistando i consumatori, tanto che l’Università di Torino ha dedicato uno studio a questo fenomeno.
(Cos’è un Emporio di Comunità? Te lo spieghiamo qui!)
Dallo studio sulle FoodCoop sono emersi dei numeri molto interessanti sugli Empori di Comunità: chi sono, quanti sono, perché funzionano e quali sono le prospettive future.
Qui di seguito è disponibile il report completo, con tutti i numeri e i grafici.
Empori di Comunità in Italia: qualche numero
L’interesse per le Food Coop in Italia è in rapida crescita, trainato dalla ricerca di un’alternativa ai modelli di consumo tradizionali, spesso percepiti come distaccati dalle esigenze di sostenibilità e responsabilità sociale.
Chi fa parte di un Emporio di Comunità, generalmente condivide valori come la mutualità, l’inclusione sociale e il rispetto per l’ambiente.
Nel suo far parte della cooperativa, il socio non è più un mero consumatore ma diventa attore protagonista nelle decisioni quotidiane e nelle scelte strategiche della cooperativa.
Questo modello non solo promuove pratiche commerciali etiche, ma favorisce anche la creazione di una comunità basata sullo scambio e sulla condivisione di valori comuni.
Profilo sociodemografico dei partecipanti:
- donne (68%)
- età compresa soprattutto tra i 50 e i 69 anni
- elevato livello di istruzione (oltre il 40% laureati e il 23% con titoli post-laurea)
Motivazioni di adesione alle FoodCoop:
- interesse per prodotti locali
- interesse per prodotti socialmente responsabili
- riduzione dell’impatto ambientale
- volontà di seguire regimi alimentari più sostenibili (come il vegetarianismo o il veganismo)
La dimensione sociale è importante sia nel momento dell’adesione (il passaparola è il principale canale di diffusione) sia nel proseguo con l’alta partecipazione a mansioni di volontariato in negozio.
Il risparmio e la convenienza, pur presenti, appaiono secondari rispetto ai valori di sostenibilità ed eticità.
Acquisti:
- prodotti freschi
- prodotti biologici (certificati o meno)
- prodotti a filiera corta
Risultano invece meno rilevanti i prodotti di nicchia, sfusi o disponibili anche nella grande distribuzione.
Soddisfazione:
I soci si dichiarano molto appagati dalla scelte di prodotti e produttori (media 4,14 su 5).
Prospettive di miglioramento
Dallo studio emergono principalmente 2 aree di miglioramento.
La prima è andare verso una maggiore diversificazione culturale: la quasi totalità dei soci è di nazionalità italiana, vive in coppia, spesso senza figli minori.
La seconda è affinare i processi decisionali interni, di cui attualmente la soddisfazione dei soci è in media di 3,97 punti su 5.
Nel complesso, l’esperienza della Food Coop si conferma un modello capace di coniugare l’acquisto di beni di prima necessità con principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, evidenziando come le scelte di consumo possano diventare un motore di cambiamento e coinvolgimento collettivo.
Gli Empori di Comunità sono spazi sociali innovativi, in cui il contributo dei soci viene valorizzato e che offrono soluzioni concrete alle sfide della sostenibilità e della coesione sociale.
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