È possibile mangiare alimenti senza pesticidi?
I PFAS sono composti chimici utilizzati in moltissimi prodotti industriali, dai rivestimenti antiaderenti alle schiume antincendio. Purtroppo, questi composti vengono utilizzati anche sulla frutta e la verdura trattata con i pesticidi.
I PFAS si accumulano nell’ambiente e nella catena alimentare, rappresentando un serio rischio per la salute umana. Negli ultimi anni sono emerse evidenze scientifiche che collegano l’esposizione ai PFAS a un aumento del rischio di molte malattie, anche mortali.
Ma come possiamo proteggerci da questa minaccia invisibile, soprattutto quando si tratta di alimenti come frutta e verdura, fondamentali per una dieta sana ed equilibrata?
I PFAS nell’ortofrutta: un problema crescente
Studi recenti hanno dimostrato che i PFAS sono presenti in quantità significative in molti alimenti, compresa la frutta e la verdura. In Italia, ad esempio, negli ultimi dieci anni si è registrato un aumento significativo della contaminazione da PFAS negli ortaggi, con picchi superiori al 500%. Questo dato allarma, soprattutto se si considera che frutta e verdura sono alla base della dieta mediterranea e costituiscono una fonte importante di vitamine, minerali e fibre.
QUALCHE NUMERO
I seguenti dati sono presi dallo studio Toxic Harvest: The rise of forever pesticides in fruit and vegetables in Europe condotto da PAN Europe (Pesticide Action Network Europe, organizzazione non governativa che propone l’uso di alternative sostenibili ai pesticidi) e dei suoi associati, fra cui ISDE Italia (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente).
Tra il 2011e il 2021 le tracce di pesticidi PFAS sulla frutta e verdura nell’UE sono quali triplicate: +220% per la frutta e +247% per gli ortaggi.

I dati della contaminazione sono ancora più alti per l’Italia che conta +292% per la frutta e +536% per la verdura.
Restando in Italia, nel 2021 si è registrato un tasso medio di frutta contaminata leggermente inferiore alla media europea (17%); superiamo però la media europea per quanto riguarda gli ortaggi.
Nel 2021 risultata contaminato:
- il 60% delle banane (contro il 18% dell’UE)
- il 48% delle pere (contro il 36% dell’UE)
- il 38% delle pesche (contro il 36% dell’UE)
- il 34% dei cetrioli (contro il 30% dell’UE
Secondo lo studio STOP PESTICIDI NEL PIATTO, condotto da Legambiente nel 2024, su 5.233 campioni alimentari il 41,3% degli alimenti contiene residui di fitofarmaci e il 26,3% dei campioni che presenta tracce di più sostanze chimiche, aumentando i potenziali rischi per la salute umana.

Come fare per riuscire a mangiare alimenti senza pesticidi?
Come tutelarsi dai PFAS: consigli pratici
- Scegli prodotti biologici: i prodotti biologici sono generalmente coltivati senza l’utilizzo di pesticidi sintetici, che spesso contengono PFAS.
Se hai paura di pagare troppo per i cibi biologici leggi qui: Il cibo sano costa tanto! …o no? - Acquista presso le food coop: le food coop sono associazioni di consumatori che acquistano direttamente dai produttori, spesso locali, garantendo una maggiore tracciabilità dei prodotti e una selezione accurata dei fornitori.
Da Alveare Emporio di comunità trovi alimenti prodotti con un’attenzione particolare all’uso di pesticidi, frutta e verdura da agricoltura biologica o da aziende agricole che adottano pratiche sostenibili. Non solo. Anche i prodotti lavorati, dalla pasta al pane, ai prodotti in scatola… sono realizzati a partire da materie prime selezionate con gli stessi criteri.
Scopri come entrare a far parte di Alveare – Emporio di Comunità - Preferisci prodotti a chilometro zero: acquistando prodotti locali, riduci la distanza che gli alimenti percorrono dalla terra alla tavola, limitando così la possibilità di contaminazione durante il trasporto e lo stoccaggio.
- Lava accuratamente la frutta e la verdura: anche se non elimina completamente i PFAS, lavare accuratamente gli alimenti sotto acqua corrente può ridurre la quantità di residui presenti sulla superficie.
- Varie le fonti alimentari: non basare la tua alimentazione su pochi alimenti, ma varia il più possibile le fonti di nutrienti.
- Informati: leggi le etichette, informati sulla provenienza dei prodotti e non esitare a chiedere informazioni ai produttori o ai rivenditori.
Frequentare un Emporio di comunità ti permette anche di entrare in contatto con i fornitori, capire meglio le dinamiche di produzione, come nasce ciò che trovi negli scaffali. In questo modo puoi essere più consapevole delle scelte che compi!
Leggi anche: I principi di Alveare Emporio… spiegati bene
Perché evitare la GDO?
La grande distribuzione organizzata (GDO) offre una vasta gamma di prodotti a prezzi competitivi, ma spesso la provenienza degli alimenti non è chiara e trasparente. È facile trovare prodotti con indicazioni generiche sul paese di lavorazione, senza specificare il paese di origine della materia prima. Inoltre, la GDO tende a privilegiare i volumi e i prezzi bassi, a scapito della qualità e della sostenibilità.
Per proteggersi dai PFAS è fondamentale adottare un approccio consapevole all’alimentazione, privilegiando prodotti di qualità e a chilometro zero. Scegliendo di acquistare presso food coop e Empori di Comunità o da piccoli produttori locali, puoi contribuire a costruire un sistema alimentare più sano e sostenibile.
Ricorda: la prevenzione è sempre la migliore medicina. Informati, scegli con cura i tuoi alimenti e non dimenticare che una dieta varia ed equilibrata è fondamentale per il benessere del tuo organismo.